Sul lago Tana
lunedì 3 marzo 2008
venerdì 22 febbraio 2008
sabato 26 gennaio 2008
Giornata della Memoria
Ho ricevuto da Giorgio ...
sulle tavole sconnesse del fienile,
lui si sta allontanando,
ha finito.
Non vuole muoversi,
vuole stare ferma,
in silenzio,
come prima,
mentre una zampa di capra
le rovistava il ventre.
Non un grido,
non una supplica,
erano la droga
che lui voleva,
che lui cercava,
l’estasi della sopraffazione,
della profanazione.
No!
Così è finito in fretta,
con il rumore dei suoi stivali
neri e lucidi
con l’odore marcio della divisa
nera e lucida
con la rabbia
nera e lucida
per la mancanza del grido,
il suo appagamento.
Fa caldo sul fieno,
Regina si decide
ad aprire gli occhi.
Dallo squarcio sul muro di pietra
vede le foglie del fico
grandi e verdi.
Dio si è nascosto
dietro una foglia di fico,
ha lasciato il passo
alla guerra e alla morte.
Toni nella steppa russa.
avrà caldo anche lui.
Dio, nella steppa,
dietro cosa si nasconde?
Toni, il suo primo, unico uomo,
poi zampa di capre,
nero e lucido
dagli occhi chiari.
Con un gesto automatico
si accarezza il ventre.
Va tutto bene,
solo due gocce di sangue
sui petali secchi del quadrifoglio.
Regina osserva il fienile
tutto attorno, stupita.
Dovrebbe arrivare una lettera,
notizie prima dell’inverno.
“- Madonna pensaci tu,
tu sei donna,
i maschi fanno la guerra”
In
riferimento alla “Giornata della Memoria” prevista per il 27 Gennaio,
ho voluto togliere dal cassetto questo “scritto” (non so come chiamarlo)
per dedicarlo alle mie colleghe, alle bidelle e a tutte le donne di
questa scuola.
Ho sempre sostenuto che senza la forza e il sacrificio delle donne (nostre mamme, nonne, bisnonne …) non saremmo riusciti a ricostruire così in fretta una nazione.
Sono loro che, durante la guerra, hanno saputo, con innumerevoli sacrifici, sostituire gli uomini chiamati alla guerra.
La donne a cui mi rivolgo non hanno colore, è chiaro che molte hanno sofferto più di altre.
Ma il semplice fatto che durante il ventennio venivano spesso chiamate “fattrici” e considerate solamente tali, la dice lunga sui rapporti uomo – donna all’interno della famiglia e della società.
Ho sempre sostenuto che senza la forza e il sacrificio delle donne (nostre mamme, nonne, bisnonne …) non saremmo riusciti a ricostruire così in fretta una nazione.
Sono loro che, durante la guerra, hanno saputo, con innumerevoli sacrifici, sostituire gli uomini chiamati alla guerra.
La donne a cui mi rivolgo non hanno colore, è chiaro che molte hanno sofferto più di altre.
Ma il semplice fatto che durante il ventennio venivano spesso chiamate “fattrici” e considerate solamente tali, la dice lunga sui rapporti uomo – donna all’interno della famiglia e della società.
Regina della Molassa
Regina sente i passisulle tavole sconnesse del fienile,
lui si sta allontanando,
ha finito.
Non vuole muoversi,
vuole stare ferma,
in silenzio,
come prima,
mentre una zampa di capra
le rovistava il ventre.
Non un grido,
non una supplica,
erano la droga
che lui voleva,
che lui cercava,
l’estasi della sopraffazione,
della profanazione.
No!
Così è finito in fretta,
con il rumore dei suoi stivali
neri e lucidi
con l’odore marcio della divisa
nera e lucida
con la rabbia
nera e lucida
per la mancanza del grido,
il suo appagamento.
Fa caldo sul fieno,
Regina si decide
ad aprire gli occhi.
Dallo squarcio sul muro di pietra
vede le foglie del fico
grandi e verdi.
Dio si è nascosto
dietro una foglia di fico,
ha lasciato il passo
alla guerra e alla morte.
Toni nella steppa russa.
avrà caldo anche lui.
Dio, nella steppa,
dietro cosa si nasconde?
Toni, il suo primo, unico uomo,
poi zampa di capre,
nero e lucido
dagli occhi chiari.
Con un gesto automatico
si accarezza il ventre.
Va tutto bene,
solo due gocce di sangue
sui petali secchi del quadrifoglio.
Regina osserva il fienile
tutto attorno, stupita.
Dovrebbe arrivare una lettera,
notizie prima dell’inverno.
“- Madonna pensaci tu,
tu sei donna,
i maschi fanno la guerra”
Molassa – Barcis Settembre 2000
Questo scritto ha una storia:
Stavo facendo dei lavori di volontariato in un piccola frazione di Barcis, Molassa, appunto.
Eravamo un po’ più in alto del borgo ed ero sceso a prendere una scorta d’acqua per gli amici.
Seduta su un muretto di cinta c’era una bella e gentile signora ottantenne. Io non riesco a non cominciare un discorso, e siamo finiti ai ricordi di guerra, cioè a quando anche Barcis è stata incendiata dai Nazi-fascisti.
Lei ha incominciato a raccontarmi una storia, ma io avevo fretta, perché i miei compagni avevano sete.
Le dissi che sarei tornato per ascoltare la sua storia, ma purtroppo non potei farlo entro breve, così quando risalii alla Molassa, lei era già tornata in città.
Ciò che ho scritto quindi non ha nessun riscontro reale, ma è la somma di tante storie sentite.
Stavo facendo dei lavori di volontariato in un piccola frazione di Barcis, Molassa, appunto.
Eravamo un po’ più in alto del borgo ed ero sceso a prendere una scorta d’acqua per gli amici.
Seduta su un muretto di cinta c’era una bella e gentile signora ottantenne. Io non riesco a non cominciare un discorso, e siamo finiti ai ricordi di guerra, cioè a quando anche Barcis è stata incendiata dai Nazi-fascisti.
Lei ha incominciato a raccontarmi una storia, ma io avevo fretta, perché i miei compagni avevano sete.
Le dissi che sarei tornato per ascoltare la sua storia, ma purtroppo non potei farlo entro breve, così quando risalii alla Molassa, lei era già tornata in città.
Ciò che ho scritto quindi non ha nessun riscontro reale, ma è la somma di tante storie sentite.
Giorgio
mercoledì 16 gennaio 2008
Etiopia
![]() |
| Vigilia di Leddet (Natale) a Lalibela (Etiopia) |
Ci sono due modi di viaggiare. Nel primo si percorrono grandi distanze in poco tempo, ci si muove, ci si sposta, s'imparano a conoscere i lineamenti generali delle montagne, delle valli, gli aspetti più evidenti della gente e del loro carattere. Nell'altro si sosta, si va in profondo, si mettono un poco le radici e si cerca di suggere dalla terra l'invisibile linfa spirituale di cui si nutrono gli abitanti del posto. Ambedue sono modi legittimi, ambedue possono essere fonti di piacere,ambedue possono portare ad utili conoscenze e comparazioni.
Fosco Maraini
Segreto Tibet
Segreto Tibet
venerdì 14 dicembre 2007
A Roma per Rothko
![]() |
| Kan Yasuda Toccare il tempo Mercati di Traiano - ROMA |
The fact that people break down and cry when confronted with my pictures shows that I can communicate those basic human emotions ... the people who weep before my pictures are having the same religious experience I had when painting them. And if you say you are moved only by their color relationships then you miss the point.
Mark Rothko
sabato 10 novembre 2007
How Creative Are You?
venerdì 9 novembre 2007
domenica 7 ottobre 2007
Fiore d'autunno
giovedì 27 settembre 2007
Birmania
mercoledì 5 settembre 2007
A. Calder - National Gallery, Washington
| A. Calder National Gallery, Washington |
Most of Calder's constructions are not imitative of nature; I know no less deceptive art than his. Sculpture suggests movement, painting suggests depth or light. A "mobile" does not "suggest" anything: it captures genuine living movements and shapes them. "Mobiles" have no meaning, make you think of nothing but themselves. They are, that is all; they are absolutes. There is more of the unpredictable about them than in any other human creation. No human brain, not even their creator's, could possibly foresee all the complex combinations of which they are capable. A general destiny of movement is sketched for them, and then they are left to work it out for themselves. What they may do at a given moment will be determined by the time of day, the sun, the temperature or the wind. The object is thus always half way between the servility of a statue and the independence of natural events; each of its evolutions is the inspiration of a moment. It may be possible to discern the composer's theme, but the mechanism itself introduces a thousand personal variations. It is a fleeting snatch of swing music, evanescent as the sky or the morning: if you miss it, you have lost it forever. Valery said of the sea that it is a perpetual recommencement. A "mobile" is in this way like the sea, and is equally enchanting: forever re-beginning, forever new. No use throwing it a passing glance, you must live with it and be fascinated by it. Then and only then will you feel the beauty of its pure and changing forms, at once so free and so disciplined.
"The Mobiles of Calder" by Jean-Paul Sartre
mercoledì 11 luglio 2007
Prima della grandine ...
| Prima della grandine ... |
UN VENTO FORTISSIMO
Un vento fortissimo
sferza e piega gli alberi.
Un gabbiano, su, in alto,
vola controvento.
Pare essere fermo,
tale è la forza del vento.
Gabbiano contro vento
sento me stesso, nella vita,
e appaio anch'io, di certo,
come se non movessi abbastanza le ali,
o non mettessi
forza a sufficienza.
E mi domando:
sono io che l'impegno
non esercito abbastanza,
o, forse, ahimè,
è troppo forte il vento?
Tommaso Mazzoni
martedì 12 giugno 2007
Verdi ...
| Verdi ... |
Laughing Song
When the green woods laugh with the voice of joy
And the dimpling stream runs laughing by,
When the air does laugh with our merry wit,
And the green hill laughs with the noise of it.
When the meadows laugh with lively green
And the grasshopper laughs in the merry scene,
When Mary and Susan and Emily,
With their sweet round mouths sing Ha, Ha, He,
When the painted birds laugh in the shade
Where our table with cherries and nuts is spread
Come live & be merry and join with me,
To sing the sweet chorus of Ha, Ha, He.
William Blake
Songs of Innocence
Songs of Innocence
domenica 6 maggio 2007
Maggio
sabato 14 aprile 2007
Giorno di bucato
giovedì 8 marzo 2007
Fiori di pesco
| Fiori di pesco |
Donna dell’incanto
Donna dell’incanto
gli occhi che ridono
mi abbracciano
come uno scialle leggero.
Io mi perdo nel profumo
di una pelle matura
nel sussurro di una cantilena
a lungo desiderata
Rimango a contemplarti
regina della vita
nell’attesa del bacio
liberatore dal sogno
Donna dell’incanto
gli occhi che ridono
mi abbracciano
come uno scialle leggero.
Io mi perdo nel profumo
di una pelle matura
nel sussurro di una cantilena
a lungo desiderata
Rimango a contemplarti
regina della vita
nell’attesa del bacio
liberatore dal sogno
by Giorgio
mercoledì 14 febbraio 2007
14 Febbraio 2007
domenica 4 febbraio 2007
Sassi ...
| Al Tagliamento |
Uno crede che una volta che le cose vanno bene, che hanno
preso l'anda della felicità, la strada sarà sempre in discesa, basta prendere
più spinta e la goduria aumenta, diventa vertiginosa, e si sarà sempre più
felici finché si raggiunge il trampolino della fortuna e si vola nel nirvana
del perfetto culo.
Non è così.
Subito dossi, cunette, sassi in mezzo alla strada, e
sbandate fuori dai tornanti. E davanti a noi una gran salita che non si vede la
cima.
Stefano
Benni
domenica 31 dicembre 2006
Capodanno in Andalusia
giovedì 21 dicembre 2006
mercoledì 22 novembre 2006
Prima neve ...
The first fall of snow is not only an event, it is a magical
event. You go to bed in one kind of a world and wake up in another quite
different, and if this is not enchantment then where is it to be found?
J. B. Priestley
sabato 18 novembre 2006
Picasso a Palazzo Grassi
domenica 29 ottobre 2006
sabato 9 settembre 2006
9 Settembre 2006
Iscriviti a:
Post (Atom)



