domenica 21 settembre 2008

Alberto Manzi alla Fiera del Libro di Torino


Visto che stiamo tornando indietro nel tempo ... 
almento tornassimo a LUI!

venerdì 5 settembre 2008

Contro il maestro unico!


Povera scuola ...
Povera Italia ...



giovedì 7 agosto 2008

Scotland

Eilean Donan Castle
























My heart's in the Highlands, my heart is not here;
My heart's in the Highlands a-chasing the deer;
Chasing the wild deer, and following the roe,
My heart's in the Highlands, wherever I go.


Robert Burns, (1759 - 1796)
Scottish poet 
My Heart's in the Highlands

giovedì 3 luglio 2008

Trasloco ...

Ultima notte in VDG






























Che dire ... incomincia un'altra vita?

    
   

mercoledì 11 giugno 2008

Home Sweet Home 4



La luce ... finalmente!!!

     

sabato 10 maggio 2008

Home Sweet Home 3

Finalmente!!!























Abbiamo le chiavi!  

   

venerdì 18 aprile 2008

Aprile

Aprile






















Peccato che questa meraviglia duri pochi giorni ... ora sembra di essere di nuovo in Novembre 
























Meno male che i lavori proseguono ... 

giovedì 20 marzo 2008

Marzo ...

Luna piena di primavera























È mah, è forse …
È quando tu voli, rimbalzo dell'eco
È stare da soli
È conchiglia di vetro, la luna e i falò
Il sonno, la morte, è credere o no
Margherita di campo, la riva lontana
Artù, babau! è la fata Morgana
È folata di vento, l’onda dell'altalena
Un mistero profondo, una piccola pena
Tramontana dai monti domenica sera
È il contro ed il pro, voglia di primavera
È la pioggia che scende, vigilia di sera
È l'acqua di marzo, è c'era o non c'era
È si è no, è il mondo com'era
Madamadorè, burrasca passeggera
È una rondine al nord, la cicogna, la gru,
Un torrente, una fonte, una briciola in più
È il fondo del pozzo, la nave che parte
Un viso col broncio, è stare in disparte
È spero, è credo, una conta, un racconto
La goccia che stilla, un incanto, un incontro
È l'ombra di un gesto, qualcosa che brilla
Il mattino che è qui, la sveglia che trilla
È la legna, è il fuoco, il pane, la biada,
La caraffa di vino, il viavai della strada
È un progetto di casa, lo scialle di lana,
Un canto cantato, un'andana un'andana
È un passo che senti, che viene e che va
È il profilo dei monti col sole al di là
È la pioggia di marzo è quello che è
La speranza di vita che porti con te
È mah, è forse …
È quando tu voli, rimbalzo dell'eco
È stare da soli
La rosa, lo yoyo, ninna o ninna a
È un dolore, però tanto male non fa
È la pioggia di marzo è quello che è
La speranza di vita che porti con te
È mah, è forse …
È quando tu voli, rimbalzo dell'eco
È stare da soli
È un passo che senti, che viene e che va
È un grande orizzonte, è quel che sarà
È la pioggia di marzo è quello che è
La speranza di vita che porti con te
È mah, è forse …
È quando tu voli, rimbalzo dell'eco
È stare da soli
È mah, è forse …
È quando tu voli, rimbalzo dell'eco
È stare da soli
È mah, è forse …
È quando tu voli, rimbalzo dell'eco
È stare da soli

A. C. Jobim - I. Fossati

martedì 4 marzo 2008

lunedì 3 marzo 2008


Sul lago Tana

Primo Post!!! (vero!)

Saluti e baci!

Tutto il resto è ... TRASFERITO!

venerdì 22 febbraio 2008

Home Sweet Home 1

Home sweet home 1






























Siamo alle prese con pareti, piastrelle, pavimenti …  

sabato 26 gennaio 2008

Giornata della Memoria

Ho ricevuto da Giorgio ...


In riferimento alla “Giornata della Memoria” prevista per il 27 Gennaio, ho voluto togliere dal cassetto questo “scritto” (non so come chiamarlo) per dedicarlo alle mie colleghe, alle bidelle e a tutte le donne di questa scuola.
Ho sempre sostenuto che senza la forza e il sacrificio delle donne (nostre mamme, nonne, bisnonne …) non saremmo riusciti a ricostruire così in fretta una nazione.
Sono loro che, durante la guerra, hanno saputo, con innumerevoli sacrifici, sostituire gli uomini chiamati alla guerra.
La donne a cui mi rivolgo non hanno colore, è chiaro che molte hanno sofferto più di altre.
Ma il semplice fatto che durante il ventennio venivano spesso chiamate “fattrici” e considerate solamente tali, la dice lunga sui rapporti uomo – donna all’interno della famiglia e della società.
 
Regina della Molassa
Regina sente i passi
sulle tavole sconnesse del fienile,
lui si sta allontanando,
ha finito.
Non vuole muoversi,
vuole stare ferma,
in silenzio,
come prima,
mentre una zampa di capra
le rovistava il ventre.
Non un grido,
non una supplica,
erano la droga
che lui voleva,
che lui cercava,
l’estasi della sopraffazione,
della profanazione.
No!
Così è finito in fretta,
con il rumore dei suoi stivali
neri e lucidi
con l’odore marcio della divisa
nera e lucida
con la rabbia
nera e lucida
per la mancanza del grido,
il suo appagamento.
Fa caldo sul fieno,
Regina si decide
ad aprire gli occhi.
Dallo squarcio sul muro di pietra
vede le foglie del fico
grandi e verdi.
Dio si è nascosto
dietro una foglia di fico,
ha lasciato il passo
alla guerra e alla morte.
Toni nella steppa russa.
avrà caldo anche lui.
Dio, nella steppa,
dietro cosa si nasconde?
Toni, il suo primo, unico uomo,
poi zampa di capre,
nero e lucido
dagli occhi chiari.
Con un gesto automatico
si accarezza il ventre.
Va tutto bene,
solo due gocce di sangue
sui petali secchi del quadrifoglio.
Regina osserva il fienile
tutto attorno, stupita.
Dovrebbe arrivare una lettera,
notizie prima dell’inverno.
“- Madonna pensaci tu,
tu sei donna,
i maschi fanno la guerra”
Molassa – Barcis Settembre 2000

Questo scritto ha una storia:
Stavo facendo dei lavori di volontariato in un piccola frazione di Barcis, Molassa, appunto.
Eravamo un po’ più in alto del borgo ed ero sceso a prendere una scorta d’acqua per gli amici.
Seduta su un muretto di cinta c’era una bella e gentile signora ottantenne. Io non riesco a non cominciare un discorso, e siamo finiti ai ricordi di guerra, cioè a quando anche Barcis è stata incendiata dai Nazi-fascisti.
Lei ha incominciato a raccontarmi una storia, ma io avevo fretta, perché i miei compagni avevano sete.
Le dissi che sarei tornato per ascoltare la sua storia, ma purtroppo non potei farlo entro breve, così quando risalii alla Molassa, lei era già tornata in città.

Ciò che ho scritto quindi non ha nessun riscontro reale, ma è la somma di tante storie sentite.

Giorgio
 

mercoledì 16 gennaio 2008

Etiopia

Vigilia di Leddet (Natale) a Lalibela (Etiopia)






























Ci sono due modi di viaggiare. Nel primo si percorrono grandi distanze in poco tempo, ci si muove, ci si sposta, s'imparano a conoscere i lineamenti generali delle montagne, delle valli, gli aspetti più evidenti della gente e del loro carattere. Nell'altro si sosta, si va in profondo, si mettono un poco le radici e si cerca di suggere dalla terra l'invisibile linfa spirituale di cui si  nutrono gli abitanti del posto. Ambedue sono modi legittimi, ambedue possono essere fonti di piacere,ambedue possono portare ad utili conoscenze e comparazioni.

Fosco Maraini
Segreto Tibet

venerdì 14 dicembre 2007

A Roma per Rothko

Kan Yasuda
Toccare il tempo
Mercati di Traiano - ROMA

























The fact that people break down and cry when confronted with my pictures shows that I can communicate those basic human emotions ... the people who weep before my pictures are having the same religious experience I had when painting them. And if you say you are moved only by their color relationships then you miss the point.

Mark Rothko

sabato 10 novembre 2007

How Creative Are You?

You Are 71% Creative
You are beyond creative. You are a true artist - even if it's not in the conventional sense of the word.
You love creating for its own sake, and you find yourself quite inspired at times. 
 


venerdì 9 novembre 2007

Cincia


Cincia





















Keep a green tree in your heart and perhaps a singing bird will come.
Chinese Proverb

domenica 7 ottobre 2007

Fiore d'autunno

Fiore d'autunno























Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione. L'uomo padrone di sé pone fine a un dolore con la stessa facilità con la quale improvvisa una gioia.

Oscar Wilde

giovedì 27 settembre 2007

Birmania

Arcobaleno mattutino






























A sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa.
GRAZIE!

mercoledì 5 settembre 2007

A. Calder - National Gallery, Washington

A. Calder
National Gallery, Washington
























Most of Calder's constructions are not imitative of nature; I know no less deceptive art than his. Sculpture suggests movement, painting suggests depth or light. A "mobile" does not "suggest" anything: it captures genuine living movements and shapes them. "Mobiles" have no meaning, make you think of nothing but themselves. They are, that is all; they are absolutes. There is more of the unpredictable about them than in any other human creation. No human brain, not even their creator's, could possibly foresee all the complex combinations of which they are capable. A general destiny of movement is sketched for them, and then they are left to work it out for themselves. What they may do at a given moment will be determined by the time of day, the sun, the temperature or the wind. The object is thus always half way between the servility of a statue and the independence of natural events; each of its evolutions is the inspiration of a moment. It may be possible to discern the composer's theme, but the mechanism itself introduces a thousand personal variations. It is a fleeting snatch of swing music, evanescent as the sky or the morning: if you miss it, you have lost it forever. Valery said of the sea that it is a perpetual recommencement. A "mobile" is in this way like the sea, and is equally enchanting: forever re-beginning, forever new. No use throwing it a passing glance, you must live with it and be fascinated by it. Then and only then will you feel the beauty of its pure and changing forms, at once so free and so disciplined.


"The Mobiles of Calder" by Jean-Paul Sartre

mercoledì 11 luglio 2007

Prima della grandine ...

Prima della grandine ...























UN VENTO FORTISSIMO

Un vento fortissimo
 sferza e piega gli alberi.
 Un gabbiano, su, in alto,
 vola controvento.
 Pare essere fermo,
 tale è la forza del vento.

 Gabbiano contro vento
 sento me stesso, nella vita,
 e appaio anch'io, di certo,
 come se non movessi abbastanza le ali,
 o non mettessi
 forza a sufficienza.
 
 E mi domando:
 sono io che l'impegno
 non esercito abbastanza,
 o, forse, ahimè,
 è troppo forte il vento?

Tommaso Mazzoni

martedì 12 giugno 2007

Verdi ...

Verdi ...





























Laughing Song

When the green woods laugh with the voice of joy
And the dimpling stream runs laughing by,
When the air does laugh with our merry wit,
And the green hill laughs with the noise of it.

When the meadows laugh with lively green
And the grasshopper laughs in the merry scene,
When Mary and Susan and Emily,
With their sweet round mouths sing Ha, Ha, He,

When the painted birds laugh in the shade
Where our table with cherries and nuts is spread
Come live & be merry and join with me,
To sing the sweet chorus of Ha, Ha, He.
William Blake
Songs of Innocence

domenica 6 maggio 2007

Maggio

1° Maggio 2007























Stupore

Ecco così,
dopo cieli di pioggia
il primo vero giorno di primavera.
Non è miracolo
ma ancora stupore
il dolce ritmo.

Giuliana Bilotta

sabato 14 aprile 2007

Giorno di bucato

Giorno di bucato























La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini